I tempi sono cambiati: la tranvia non è più un'industria, ma un servizio pubblico. La politica non si limita più ad accettare o respingere le proposte dei privati, che possono essere corrette o completamente squinternate, ma deve effettuare studi e analisi prima di investire risorse pubbliche. Nell'Ottocento non c'erano discipline specifiche; non si utilizzavano strumenti statistici avanzati per conoscere il flusso degli spostamenti all'interno della città. Brescia era chiusa dalle mura e c'erano cinque porte: non è un caso che le prime linee tranviarie collegassero le porte cittadine tra loro.
La città è cresciuta, anche vorticosamente, e negli anni Ottanta si cercò di trovare una soluzione per migliorare il trasporto pubblico cittadino e per invertire una rotta che - salvo la crisi energetica del '74 - da tempo aveva portato le persone a preferire gli spostamenti con mezzi privati. La riforma della rete autobus del 1981 non aveva raggiunto quell'obiettivo, quindi si studiarono delle alternative tra le quali emerse il progetto della metropolitana automatica leggera. Nel 2013, ben ventisette anni dopo le prime presentazioni, fu portata a termine. L'anno dopo, la rete di trasporto pubblico trasportò 47,6 milioni di persone, di cui 35,6 milioni con gli autobus e 12 milioni con la metropolitana; fino a quel momento, il record era stato di 45 milioni di persone trasportate dalla sola rete autobus nel 1980. Il successo della metropolitana dimostrò quanto fossero state lungimiranti le scelte della Giunta Padula (1985-1990) e dell'ASM, ma gli studi degli anni Dieci dimostravano che lo stesso successo non sarebbe stato replicabile sugli altri assi di spostamento all'interno del territorio comunale di Brescia, perché quello che collega la stazione ferroviaria, il centro storico e l'Ospedale Civile è un unicum per motivi urbanistici ed economici, oltre che storici.
La soluzione pensata per migliorare i collegamenti con gli altri quartieri non attraversati dalla metropolitana fu quella di adottare la tranvia: un sistema di trasporto con minor capacità di carico e una velocità commerciale ridotta rispetto alla metro, ma più veloce e con maggior capacità oraria rispetto all'autobus. Gli studi in questi ultimi anni hanno mostrato come gli assi ideali fossero due: uno nordovest-sudovest (Pendolina-Fiera) e un altro est-ovest (Sant'Eufemia-Mandolossa). Negli anni Novanta, lo studio che portò alla realizzazione delle Linee ad Alta Mobilità (LAM) aveva sostenuto che Brescia avesse bisogno di tre linee di forza: una - quella Mompiano-San Polo - fu poi sostituita con la metropolitana, le altre due - ora diventate le autolinee 2 e 3 - sono ora replicate dal progetto tranviario, con alcune modifiche apportate durante le varie discussioni. In trent'anni la struttura della città non è cambiata in maniera tale da modificare gli assi di spostamento e i risultati della metropolitana, con i suoi 18 milioni di passeggeri l'anno, ci consente di guardare con fiducia al progetto della tranvia Pendolina-Fiera i cui programmi prevedono di trasportare 12 milioni di passeggeri, contro i 7/8 dell'attuale autolinea 2.
Gli studi hanno predetto che la nuova rete tranviaria sarebbe più efficiente se fossero costruite entrambe le linee, ma l'unica linea finanziata a oggi è la Pendolina-Fiera, mentre le tratte Badia-Colombo e Palagiustizia-Sant'Eufemia sono al momento prive di finanziamento. È stata presentata un'istanza con il terzo bando indetto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ma al momento non si sa nulla di risorse stanziate e di altri bandi indetti. Secondo il Ministro Matteo Salvini "soldi per nuove opere non ce ne sono. Per nessuno e da nessuna parte. Questa è la situazione che ho il dovere di rappresentare oggi" e questo non fa ben sperare di avere risorse dal Governo com'è avvenuto con la Pendolina-Fiera, almeno per i prossimi anni.
Oggi però è stata una bella giornata: si sono raggiunti i primi frutti di queste risorse, alcune stanziate e ottenute cinque anni fa; altre messe a disposizione nel dicembre 2023. Si è posata la prima pietra, metaforica, della tranvia Pendolina-Fiera; la prima di nuova rete moderna e efficiente che si affiancherà alla metropolitana e alla rete ferroviaria già esistente. Un cammino lungo dodici anni è terminato e ora sta per iniziare quello più delicato e concreto, almeno per la maggioranza di coloro che si spostano all'interno di Brescia. Si spera che i tempi siano rispettati e che il tram inizi il servizio pubblico nel settembre 2030.
Aggiornamento del 7 luglio 2026: in un'intervista su Bresciaoggi, il Vicesindaco Federico Manzoni ha dichiarato che al bando del 2024 sono state presentate istanze per complessivi 18 miliardi di euro; metà delle quali sono relative a "progetti inconsistenti". L'ANCI avrebbe suggerito di coprire le risorse per la metà valida stanziando fondi di due miliardi per ogni anno, ma "staremo a vedere".




