| L'ATR 125.104 in servizio sulla S31 a Brescia Borgo San Giovanni |
L'eliminazione dei passaggi a livello più critici (Mandolossa SS10, i due di Iseo e Malegno) richiederebbe un investimento di circa 80 milioni di euro, di cui 50 milioni solo per quello di via Roma a Iseo. Questi investimenti non sono ritenuti necessari alla luce dei modesti risultati ottenuti dall'introduzione dei nuovi orari: dagli 8000 passeggeri trasportati al giorno di novembre 2024 si è passati a 7300 passeggeri/giorno di novembre 2025. Il nuovo servizio ha aumentato anche i costi d'esercizio, come comunicato da Andrea Soverini Amministratore Delegato di Trenord, per cui il ritorno agli orari antecedenti a settembre 2025, consentirà una riduzione dei costi d'esercizio.
L'Assessore non vede quindi alternative alla riduzione delle corse e proporrà il ritorno ai vecchi orari il prima possibile.
Sul tema, il giorno dopo si è tenuta una conferenza stampa del Vicesindaco di Brescia Federico Manzoni che contesta la decisione e il metodo utilizzato. La linea è a binario semplice, ma nel 2017 erano stati stanziati fondi per 30 milioni per sopprimere i due passaggi a livello di Iseo, quello di Pisogne e quello di Cazzago San Martino. L'eliminazione dei passaggi a livello era considerato un intervento fondamentale per il potenziamento del servizio ferroviario che aveva come obiettivo finale l'introduzione di una frequenza di trenta minuti tra Brescia e Iseo e di quindici minuti tra Castegnato e Brescia: non solo per il problema che causano al traffico automobilistico, ma anche per i miglioramenti che portano ai treni stessi in termini di velocità e di sicurezza. Nel 2023 questi fondi sono stati stornati per finanziare il rifacimento integrale dell'armamento in vista dell'introduzione del treno a idrogeno. Il Vicesindaco ricorda che il nuovo sistema di trazione costerà 9 milioni di euro in più all'anno solo per l'esercizio e non comporterà alcun miglioramento nei tempi di percorrenza. Difficile giustificare anche questo investimento, se il volume di passeggeri è ritenuto basso dai vertici di Trenord.
Il Vicesindaco ritiene infine insufficiente la valutazione del nuovo orario dopo soli due mesi d'esercizio, in quanto si dovrebbero fare su lasso di tempo sufficientemente lungo che comprenda almeno il completamento di un anno scolastico o solare. La decisione intrapresa dimostrerebbe che i vertici della Regione non credevano fino in fondo alla sperimentazione e l'hanno svuotata di significato.
In assenza di investimenti di potenziamento infrastrutturale, Manzoni propone quindi di coordinare maggiormente gli orari, evitando che nel giro di 15 minuti ci siano due treni a distanza ravvicinata nella stessa direzione e poi un vuoto di 45 minuti.
Sabato è infine intervenuto il Vicepresidente della Provincia di Brescia, Fabio Rolfi. Sostiene che ufficialmente nessuna decisione sia stata presa e quindi chiede l'apertura di un tavolo di confronto con i rappresentanti dei territori. L'amministrazione provinciale intende stendere un Piano provinciale della Mobilità sostenibile e in esso la ferrovia Brescia-Iseo-Edolo avrà il ruolo di collegamento suburbano con la città. Per il suo potenziamento andranno programmati investimenti sulla rete, in particolare sui passaggi a livello.
Bibliografia:
- Veronica Massussi, "Tratta Brescia-Iseo-Edolo, la nuova linea è un flop e le corse fanno dietrofront", «Giornale di Brescia», 6 febbraio 2026, p. 10.
- Pietro Gorlani, "I treni a idrogeno slittano al 2027", «Corriere della Sera» - Brescia, 6 febbraio 2026, p. 3.
- Mimmo Varone, "Linea Brescia-Iseo-Edolo: «Tagli? Prima ripristinare i fondi ai passaggi a livello», «BresciaOggi», 7 febbraio 2026, p. 26.
- Pietro Gorlani, "«I ritardi sulla Brescia-Iseo-Edolo? I fondi per i passaggi a livello usati da Regione per l'idrogeno»", «Corriere della Sera» - Brescia, 7 febbraio 2026, p. 4.
- Mimmo Varone, "Brescia-Iseo-Edolo: Rolfi apre il tavolo in Provincia. Scontro sugli investimenti", «BresciaOggi», 8 febbraio 2026, p. 25.









